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martedì 1 ottobre 2019

Intervista a Federico Preziosi autore di " Variazione Madre".

  • Copertina flessibile: 79 pagine
  • Editore: Controluna (5 luglio 2019)
  • Collana: Lepisma Floema
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Siamo lieti  di ospitare sul nostro blog Federico Preziosi, autore di Variazione Madre.

1) Per lei, poesia e musica, si possono considerare linguaggi dell' animo umano?

Naturalmente lo sono, sono convinto che entrambe le arti, così come anche la pittura, abbiano la capacità di rappresentare l’animo umano con sfumature sempre nuove e inedite. Le arti posseggono un qualcosa di ineffabile e anche molta della grande poesia del 900 non fa a meno di questo elemento che è proprio della natura espressiva. Sembrerà un paradosso, ma trovo affascinante riprodurre la capacità del "dire senza dire", in fondo tanta moderna comunicazione, in particolare quella politica, comunica, ma non dice un bel niente, se ci riflettiamo bene. La poesia può fare il contrario: comunicare un bel niente eppure dire tantissimo.


2) Nel suo "canzoniere" è evidente un richiamo alle grandi figure femminili di riferimento per i poeti classici quali Laura per Petrarca o Beatrice per Dante.Nel mondo attuale, dove la poetica fatica ad emergere in un mondo terso di letteratura di genere e intrattenimento, ritiene ci sia ancora spazio per un archetipo di donna che possa svolgere il ruolo di progenitrice per la poetica futura?


Io credo che le donne rappresentate in “Variazione Madre” siano molto lontane dal prototipo di donna angelicata. Il me stesso-donna fa i conti con il desiderio, la sensualità e il dolore in relazione al proprio corpo. C’è un femminile che può effondersi al di là del corpo, ma non esiste una donna che non abbia un corpo attraverso il quale esprimere se stessa. Un corpo è un presupposto necessario altrimenti non si può essere amanti, non si può essere nemmeno madri, perfino l'essere sante, il rinunciare o il sacrificarsi, passa per il corpo: senza un corpo non si può parlare di donna. La natura biologica della donna o forse, mi permetto di rivalutare il termine, della femmina condiziona notevolmente la nostra società. Femmina è colei che genera, anche in senso metaforico, una figura creativa, ispiratrice, intensamente profonda perché atavica. Non ci sarebbe vita senza la femmina, pertanto credo che la donna abbia già svolto e continuerà a svolgere un ruolo importante, ciò che manca semmai sono la consapevolezza e la capacità di trasmettere questa importanza.


3) Quale impronta con le sue liriche, intende portare in un mondo come il nostro purtroppo materialista e propenso al qualunquismo con contenuti a volte privi di spessore veicolati dal mezzo televisivo?


In “Variazione Madre” porto innanzitutto l'immedesimazione, condizione fondamentale se desideriamo capire ciò che non possiamo vivere in prima persona. Sono un uomo, sono un maschio, ma ho immaginato attraverso le parole di essere donna in tutto e per tutto: ho avvertito il desiderio, il bisogno di sedurre ed essere sedotta, il dolore della perdita di un figlio, la necessità di conciliare la sessualità alla maternità, la durezza contro il pregiudizio, ma ho anche espresso violenza e un po’ di sadismo. Non ho mai pensato di proporre una donna che fosse esempio di moralità, ho cercato di empatizzare con la forza e la debolezza, le virtù e le contraddizioni; il tutto si esprime attraverso un linguaggio allusivo e raramente diretto, musicale e a sprazzi crudo. La donna non va esclusa né dal materialismo né dal qualunquismo, queste sono inclinazioni che prescindono dal genere di appartenenza. Per farla breve, ci sono tante donne in gamba in giro, ma ce ne sono anche tante altre che lasciano molto a desiderare, non è questo il punto. Chi cercherà in “Variazione Madre” un libro sull’elevazione della donna in senso civile, rimarrà molto deluso! Piuttosto penso che comprendere l'essenza della donna sia importante per capirne la natura e di conseguenza immaginare una società diversa, che tenga conto maggiormente dei bisogni femminili. Questa silloge pone semplicemente delle questioni, sta ai lettori poi trovare delle risposte o formulare nuove domande.


4) Dopo anni di lotte per l' emancipazione della donna, ritiene che l'animo femminile sia uscito da quell' inferno della propria condizione o vi sia ancora del lavoro da fare?



Credo che nella società occidentale la donna abbia sostanzialmente quasi raggiunto quello che poteva: viviamo in un mondo in cui leader politici, economici e culturali sono delle donne. La cosa che mi lascia perplesso è constatare come la donna abbia fatto poco per portare una sensibilità diversa all’interno dell’odierna civiltà, come ad essere penalizzata sia stata la femminilità. Coloro che si trovano ai posti di comando si comportano esattamente come i maschi: stessa spregiudicatezza, stesse logiche di potere, stesso becero pragmatismo giustificato dal profitto. Questo dovrebbe far riflettere e arrivare ad ammettere che le grandi battaglie abbiano sì portato all’acquisizione dei diritti, ma in virtù di una donna che semplicemente mira a sostituirsi all’uomo. “Può accadere qualsiasi cosa quando la femminilità cesserà di essere un’occupazione protetta”, affermava Virginia Woolf, ed io credo che senza affermare il valore positivo della femminilità una vera emancipazione non ci sarà mai.


5) Cosa vorrebbe dire al lettore che si accinge a rapportarsi alla sua opera?



Buona lettura!

Alla prossima lettrice.

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