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Speciale Rovigo Racconta : la presentazione del Romanzo di Giacomo Papi " il censimento dei radical Chic".



Descrizione:
Il primo lo ammazzarono perché aveva nominato Spinoza durante un talk show.”

In un'Italia ribaltata - eppure estremamente familiare -, le complicazioni del pensiero e della parola sono diventate segno di corruzione e malafede, un trucco delle élite per ingannare il popolo, il quale, in mancanza di qualcosa in cui sperare, si dà a scoppi di rabbia e applausi liberatori, insulti via web e bastonate, in un'ininterrotta caccia alle streghe: i clandestini per cominciare, poi i rom, quindi i raccomandati e gli omosessuali. Adesso tocca agli intellettuali. Il primo a cadere, linciato sul pianerottolo di casa, è il professor Prospero, colpevole di aver citato Spinoza in un talk show, peraltro subito rimbrottato dal conduttore: «Questo è uno show per famiglie, e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore». Cogliendo l'occasione dell'omicidio dell'accademico, il ministro degli Interni istituisce il Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic per censire coloro che «si ostinano a credersi più intelligenti degli altri». La scusa è proteggerli, ma molti non ci cascano e, per non essere schedati, si affrettano a svuotare le librerie e far sparire dagli armadi i prediletti maglioni di cachemire...

Presentazione del  4 maggio presso La sala della Pescheria Nuova  a Rovigo presentatore Christian Mascheroni.
Sei edizioni in meno di un mese e mezzo, una tiratura di quarantamila copie, Il censimento dei radical Chic edito dalla Feltrinelli promette di diventare il libro dell' anno.Un libro tremendamente attuale, dato  viviamo in un Paese in cui la cultura è spesso messa in un angolo per fare posto ad elementi più "semplici".Nel corso della presentazione tenuta nell'ambito del festival " Rovigo Racconta "  l' autore ha evidenziato come si respinge  tutto ciò che comporta un'  elaborazione e pazienza .Nel mondo moderno l' intellettuale spaventa in quanto viene percepito il depositario della certezza, mentre dovrebbe essere il portatore del dubbio.L' autore ha fatto emergere come il linguaggio degli intellettuali sia percepito come un imposizione, una mancanza d' empatia.Una presentazione interessante in cui l' autore ha raccontato anche un piccolo episodio di vita raccontando come una notte sia stato svegliato da alcuni ragazzi che si sfidavano a gare di free style e ne sia rimasto in certo senso colpito, in quanto è una ricerca di un linguaggio.Siamo rimaste piacevolmente coinvolte  dalle sue osservazioni e speriamo di ritrovarlo nuovamente a fine settimana, al salone del libro di Torino.
Alla prossima anima lettrice.

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