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Intervista a Tanya Torriuolo vincitrice del Concorso Letterario " Racconti del Piemonte



Incontro con l'editore di Historica Edizioni, Francesco Giubilei


  1. Cosa ti ha spinto a scrivere “Dalila”?


Tutto è nato nel momento in cui ho visto il bando per partecipare al Concorso Letterario “Racconti dal Piemonte”, indetto da Historica Edizioni, il quale ammetteva racconti brevi di qualsiasi genere. Come dico spesso, nonostante abbia pubblicato solo un anno fa la scrittura mi accompagna da moltissimi anni, e quando ho visto quel bando ho pensato “perché no?” con lo spirito di chi prova per passione ma non si aspetta nulla in cambio. Infatti non avevo mai partecipato a Concorsi Letterari né avevo mai scritto racconti brevi perciò, ero molto agitata all’idea di scrivere qualcosa che avrei presentato ad un evento del genere. Così mi sono ispirata a una delle tematiche che adoro e seguo di più dopo i vampiri  e affini: gli alieni. Come con “Oscurità di Cenere”, anche questo racconto alla fine è stato un esperimento. Mi sono ritrovata di nuovo a scrivere in un genere che non scrivo spesso con personaggi nuovi, ma è stata la tematica a fare la differenza. Così è nato “Dalila”, un racconto di poche pagine con l’intento di colpire e differenziarsi per quanto possibile (vista la moltitudine di romanzi di genere sci-fi) da tutti gli altri. Ma non c’erano pretese, era solo un tentativo, un sogno che non credevo avrebbe colpito così tanto da farmi arrivare alla premiazione. Ero consapevole di aver scritto qualcosa di particolare e complesso, troppo per così poche pagine, e all’improvviso Dalila non era più una semplice idea, ma una persona reale con un passato un presente e un futuro. Qualcuno di tanto simile e diverso da noi nello stesso istante, che chiedeva di parlare. E così ha parlato e, probabilmente, continuerà a farlo.

Volume pubblicato, potete trovare "Dalila" di Tanya Torriuolo a pag. 325
  1. Cosa hai provato scrivendo?

Scrivere di Lei è stato bellissimo e terribilmente difficile allo stesso tempo! Potevo scrivere attingendo alle innumerevoli fonti e notizie che ho raccolto con gli anni ma stava diventando una storia troppo complessa per poter riuscire a inserire le cose essenziali nelle pagine richieste dal bando. Ho dovuto fare delle scelte ma sapevo cosa doveva essere mostrato al lettore, cosa voleva dire Dalila. Così, nel frattempo, mi sono detta che sarebbe stato meglio fare un racconto un po’ particolare, più un fantasy che un sci-fi, per permettermi di spaziare più facilmente nel rappresentare alcune informazioni in un ipotetico seguito. Infatti non volevo e non voglio un racconto rigido fatto di annotazioni a piè di pagina con dati scientifici; più che altro è un grande sogno forse in parte vero oppure no, libero, e al quale anche gli amanti del Fantasy e non solo della fantascienza avrebbero potuto e potrebbero affezionarsi. “Dalila” è stata liberatoria, in parte anche introspettiva, e Sabato scorso l’ho ringraziata perché senza di lei non avrei mai vissuto una gioia del genere.

  1. Cosa vuoi che i lettori percepiscano dal tuo racconto?

In quelle nove pagine ho deciso di mettere più elementi possibili per far comprendere al lettore che tipo di storia sarebbe stata in un ipotetico seguito più lungo. Vorrei che notassero la tematica della diversità, dell’essenza e del potenziale dell’essere umano. Di quanto sia importante guardare un po’ di più il cielo e vedere un Universo non necessariamente vuoto; della possibilità che il Mondo sia molto più articolato e “pieno di cose” che non potremmo mai credere vere ma che in realtà, convivono con noi già da molto, chissà. Potrei dire che l’intenzione è quella di mostrare un ipotetica realtà e di far familiarizzare con essa i lettori e, perché no, magari farli sognare.

  1. Cosa significa per te vincere questo premio?

E’ un bel passo avanti. Dopo la pubblicazione di “Oscurità di Cenere” avvenuta l’anno scorso come self, per me questo premio rappresenta un ulteriore passo avanti, un valore aggiunto alla “strada come autrice”, specie perché ho partecipato con lo spirito sportivo del “giusto per provarci”. Ed è stato inaspettato, veramente sorprendente ed emozionante trovare un riscontro positivo ad un nuovo testo, ideato in poco tempo tra lavoro e famiglia. Sono grata a “Dalila” e ringrazio ancora Francesco Giubilei e Historica Edizioni per questa importante occasione!



  1. Che valore aggiunto potresti dare alle CE, essendo grafica e scrittrice?

Essere grafica e scrittrice fa capire in modo più completo quelle che sono le vicessitudini sia degli autori (self e non), sia delle Case Editrici. Ho scoperto e capito, imparato molte cose, che solo chi guarda con più occhi, può comprendere. Questo può essere destabilizzante a volte, ma è estremamente utile e importante per sapere cosa fornire e come fornirlo al meglio. Sono sempre stata affezionata al Libro in generale, sia come veicolo per viaggiare con la mente, sia come oggetto;  l’editoria poi mi ha sempre affascinata e legata un po’ a sé, in quanto adoro la lettura e l’arte e, per me, un buon libro rientra nell’arte proprio come può farne parte un dipinto. Ed è grazie a questo legame con la letteratura e l’arte se ho studiato nel settore editoriale e pubblicitario.
Si tratta di anni di studio, passione ed esperienza ma so che grazie a questo bagaglio mi è più facile fornire determinati servizi grafici. Quando guardo un libro non vedo solo la storia ma tutto quello che l’accompagna: la struttura della copertina, la qualità del volume, le impostazioni grafiche, ecc... Fa parte di me e questo incide in maniera diversa sul metodo di lavoro rispetto magari ad un grafico che è specializzato in un altro settore o ad un’autrice che non ha basi di grafica, di pubblicità o artistiche.

  1. Cosa cambia tra l’usare Word invece che i programmi di Adobe?

Qui si va sul tecnico, ma cercherò di essere il più semplice possibile per non annoiare i lettori.
Word è un programma nato per la scrittura, è stato ideato con quella finalità e non è un adatto per la realizzazione di grafiche professionali: non ha la struttura per poterle realizzare, né gli strumenti né la qualità. Adobe invece è una delle aziende leader nel settore dei programmi professionali e, in particolare, di quelli grafici. Ha numerosi programmi che spesso vengono anche usati insieme per lo stesso progetto e sono stati studiati, ideati e realizzati per essere destinati fondamentalmente a chi lavora nel settore.
Per semplificare il più possibile, potrei usare i gelati, un gelato confezionato e uno artigianale: sono tutti e due gelati, ma come qualità non c'è paragone.


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