giovedì 23 maggio 2019

Intervista a Tanya Torriuolo autrice del romanzo :"Oscurità di cenere."



  1. Cosa provi quando un lettore apprezza il tuo libro?

Per me è importante sapere cosa pensa il lettore, per questo mi rendo sempre disponibile per rispondere a eventuali domande durante la sua lettura, quelle volte in cui il lettore mi contatta in privato. È sempre bello essere cercata dal lettore perché vuole saperne di più e, quando mi lascia la sua recensione, sono sempre molto contenta nel vedere che il libro è stato compreso, apprezzato e che tra i due sia nato un legame. Vedere che alcuni lettori mi seguono proprio come ho fatto e faccio io con i miei scrittori preferiti, mi rende felice e mi sorprende ogni volta. Credo che non mi abituerò mai a queste sensazioni.

  1. Riusciresti a immaginare la tua vita senza la scrittura?

Assolutamente no. La scrittura fa parte di me, nel bene e nel male scrivo sempre.

  1. La forma mentis della scrittrice come si accosta a quella di grafica?

Credo siano collegate tra loro ma è nato tutto dalla mia passione per la lettura e la scrittura. Quando ero piccola mi piaceva scrivere e disegnare e crescendo ho sviluppato l’amore per il disegno e l’arte, finendo per andare a studiare al liceo artistico. In quel periodo sapevo già che avrei voluto lavorare nel settore editoriale e m’immaginavo nella mansione dell’illustratrice… ma ho scoperto l’indirizzo del Design del Libro, grazie al quale ho conosciuto la grafica e il libro (come oggetto) in modo più approfondito. Ecco, lì è stato quando ho capito che la grafica era una passione e che volevo renderla il mio lavoro, unendola alla scrittura. Ora, a distanza di tempo, essere entrambe le cose – sia una scrittrice che una grafica – è molto utile perché mi consente di capire meglio le richieste degli Autori per i loro romanzi nel rispetto del metodo di lavoro del grafico e delle conoscenze che ho appreso durante gli anni di studio. Cose che potrebbero sembrare banali ma che fanno la differenza tra chi si improvvisa e chi lo fa per lavoro.

  1. Cosa è per te l' oscurità?

Credo che nella maggior parte dei casi rappresenti qualcosa di inaffidabile e pericoloso, oppure di triste. Non metto in dubbio queste percezioni ma “essendo strana perché penso sempre in modo diverso dalla maggior parte delle persone”, credo che, in realtà, l’oscurità sia molto più di questo e non per forza negativa. La immagino un po’ come un velo che aleggia in uno spazio indefinito (ma non del tutto buio), permettendo di vedere in modo poco chiaro quello che c’è dietro, dando però gli spunti per intuire comunque la soluzione. Crea un’incertezza che spinge a rendersi forti – come si può notare in “Oscurità di Cenere”- e non sempre rappresenta cose tetre: la notte è piena di oscurità ma non per questo ci piace di meno. Detto questo, non intendo che per essere forti bisogna vivere in una situazione di perenne oscurità, ma che semplicemente serva anch’essa e che non è permanente né totalmente oscura perché collegata alla luce.
Alla prossima anima lettrice.

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