venerdì 19 aprile 2019

Boccadaride di Marco Mill

Trama
Una storia di solitudine, narrata in prima persona, che ci porta nell'immediato dopoguerra, percorrendo i passi dello sradicamento dalla campagna, dei legami famigliari e con la terra d'origine. "Le ferie e le feste comandate continuavo a trascorrerle lassù, portandomi appresso le due facce presenti in me. Quella diurna, o comunque ufficiale, fatta di lavoro e casa e quasi nulla più; e quella clandestina, notturna se si vuole, ma non necessariamente, in cui c'era più spazio per i sentimenti, per me stesso. La prima corrisponde a come gli altri mi vedono, o meglio, come avevo voluto che mi vedessero; la seconda non è poi così diversa dall'altra, è solo più vera. Potrebbero coesistere, anzi potrebbero essere una cosa sola. Ma non l'ho mai voluto". "Il sole ha cominciato a illuminare la valle che si estende tra il Catria e l'Acuto. Poi è salito, lentamente ma inesorabilmente, ad ampliare sempre più lo spazio illuminato, finché non me lo sono trovato proprio di fronte, come se, idealmente, mi stesse baciando. In quell'istante ho avvertito dell'umido sulle guance. Il sole mi ha fatto bocca da ride. Ho ricambiato".

Recensione
Una storia che parte da lontano,ciò nonostante attuale e profonda.Una narrazione elegante che richiama i valori perduti, della terra e una tematica purtroppo ancora viva( non posso parlarvene o farei spoiler).Un opera che fa riflettere su quello che mettiamo in essere per accontentare gli altri e quanto siamo noi stessi.
La storia di solitudine del protagonista a contrariis ci porta  a riflettere a non doverci chiudere per vivere davvero chi siamo.Non dobbiamo nasconderci o usare persone come stampelle emotive.
Dovremmo invece vivere in armonia con il mondo.
Alla prossima anima lettrice.

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