martedì 30 ottobre 2018

Nel Vuoto di Susanna Casubolo

Sinossi Viste le imminenti nozze della sua migliore amica, Martina decide di traslocare in un bell'appartamento al quinto piano, per avvicinarsi all'ospedale in cui lavora come infermiera. Quando viene a sapere che prima di lei era abitato da un avvocato morto suicida, la passione per le serie televisive crime e la lettura di gialli la porta a improvvisarsi detective, per scoprire le ragioni della sua morte. Sullo sfondo di un quartiere reticente, in compagnia dell'inseparabile labrador Scheggia, Martina si appassionerà alle indagini coinvolgendo un ispettore di polizia amante del buon cibo, una vicina troppo chiacchierona, e un bel musicista imprevedibile e affascinante che potrebbe farla innamorare.
Editore: Hoffman & Hoffman;
Recensione
Sa amate l' adrenalina, i colpi di scena, i risvolti psicologici, questo libro è adatto a voi.
Ho letto questo, anzi mi correggo, divorato questo romanzo, in poche ore, non sono riuscita a posarlo sul comodino e andare a dormire, senza sapere come veniva dipanata l' ingarbugliata matassa di eventi.Con sapienza l' autrice come un gomitolo di lana, attorciglia lentamente i fili per poi dipanarli magistralmente in un finale inaspettato e mozzafiato.
Entrerete subito in sintonia con Martina una ragazza dal cuore d'oro, coraggiosa e molto sensibile.
Un personaggio inaspettato ma allo stesso molto importante,  è costituito dal quartiere, umanizzato dai suoi occupanti.
Nulla in questo romanzo vi annoierà o sarà scontato( adorerete la vicina di casa della nostra protagonista.)
Menzione d'onore a scheggia un labrador dolcissimo che vi scalderà il cuore.
Oltre appassionare per la storia gialla in invi contenuta, questo romanzo troverà piacevole riscontro anche per gli amanti del genere romance, in quanto la nostra protagonista prova verso il musicista qualcosa...( non posso spoilerarvi tutto, o vi tolgo il piacere della lettura.)
Allora cosa aspettate a comprare questo romanzo? 
Alla prossima anima lettrice

domenica 28 ottobre 2018

Una dolce scoperta di Alessia Bonasi

Sinossi:Alessia e Riccardo sono amici d’infanzia. Non si parlano da anni e sono costretti a passare assieme l’estate della maturità di lei. Tra litigi, balli, incidenti, nuove conoscenze e falò in spiaggia riusciranno a ritrovare il tempo perduto? O invece s’ignoreranno come hanno sempre fatto, lasciando che la loro antipatia reciproca abbia la meglio sull’attrazione che provano l’uno per l’altra?


… Fece per parlare ma richiuse la bocca. – Senti. Ero sopra al metro convenzionale di distanza, non rompere – lo tranquillizzai scocciata. Aggrottò le sopracciglia. – Cos’è? Il metro convenzionale di distanza? – – Sì. Se sei a meno di un metro il bacio è inevitabile – gli spiegai e immediatamente me ne pentii. Guardò la distanza che c’era tra noi. Mi guardò negli occhi e fece un sorriso felino…
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Recensione:


In un mondo frenetico, dove si saltano le tappe e dove i giovani vogliono tutto e subito, questo romanzo è un inno all'amore puro fonte di cuore e cervello allo stesso tempo.Si sente profumo di tempo, pazienza e tanto voglia di vivere.La prosa è scorrevole alternando i dialoghi tra i protagonisti e discorsi indiretti che con grande maestria dell' autrice creano vere istantanee tali da rendere quest' opera adatta per una sceneggiatura di un film romantico.
Alessia è una ragazza moderna, che diventa nel suo piccolo un 'eroina ( non vi posso dire la motivazione o farei uno spoiler).
Riccardo è inizialmente un pò sbruffoncello, ma  piano piano si scioglie attraverso un lento e continuo cambiamento.
Ora so cosa state pensando... è solo un romance Young Adult scorrevole.Sbagliato!!
Ha un substrato psicologico molto più ampio.
Troverete un richiamo  a fare sempre e comunque il proprio dovere civico; un inno a vivere nonostante le difficoltà e le malattie, sempre in modo positivo e con speranza
Una considerazione e  un rispetto per il mondo degli adulti che in molti romance non si trova.
Ai più maturi,  insegnerà che bisogna avere fiducia nei nostri giovani, e a quest' ultimi l' arte ormai pensa della pazienza e dell' amore gentile puro, diverso dal sesso facile oramai diffuso.
E' davvero un fattore unico trovare una giovane autrice che riesce a coniugare una storia romantica a degli elementi così profondi.
Denota una maturità compositiva, e l' abilità di elevare il canovaccio principale della storia a una composizione di amore principi e temi importanti.
Alla prossima anima lettrice.

sabato 27 ottobre 2018

Oscurità di cenere di Tanya Torriuolo


Titolo: Oscurità di cenere
Autore: Tanya Torriuolo
Editore: Self-publishing
Genere: Romanzo Paranormal / Horror
Costo: € 2,99 Ebook / € 9,99 Cartaceo
Pagine: 143 Ebook / 233 Cartaceo 


Biografia breve autore: Nata nell'Ottobre del '93 e amante dei generi Horror, Paranormal Romance, Urban Fantasy e Fantasy, Tanya Torriuolo ha sempre amato la lettura e la scrittura, oltre che la musica. “Oscurità di Cenere” è il suo romanzo d’esordio; un'opera intrigante e misteriosa, con la quale Tanya aspira a coinvolgere e appassionare i lettori

Sinossi :
Estate. Un gruppo di ragazzi poco più che ventenni decidono di fare una settimana di vacanza insieme (una sorta di gita fuori porta) ma per colpa del caso (o chissà cos'altro) finiscono in una strana e affascinante villa, in una località poco conosciuta. Il gruppo, composto da tre ragazze (Rose, Paloma e Meghan) e quattro ragazzi (Ezra, Daniel, Sean e Mathias), variegato per i modi di fare e pensare, si ritroveranno ben presto in una successione di brutali avvenimenti che metteranno a dura prova sia il loro stato mentale sia il loro legame affettivo, rischiando di renderli vulnerabili. Sarà questa, l'occasione per comprendere quanto si conoscano, quanto si vogliano bene e quanto la cooperazione e l'unione possa fare la differenza in quella che sarà una lotta per la vita stessa. Ma purtroppo non scopriranno solo questo... ciò che li minaccia non si ferma davanti a nulla e ha una mente astuta.
I loro tentativi di sopravvivenza saranno tutti sforzi vani o, alla fine, i sette malcapitati riusciranno a salvarsi?
E, la salvezza sarà stata davvero un bene?

Recensione:
Questo romanzo è adatto per Halloween; sarà la vostra droga.
Una tranquilla vacanza si trasforma in un incubo per un gruppo di ragazzi.
La lettura di un libro trovato nella casa, ( non posso dirvi altro o farei troppi spoiler) è l' inizio di un viaggio nel Paranormale e nel torbido passato dell' abitazione.
Ognuno dei protagonisti, vedrà messo in dubbio le proprie certezze, una lotta per rimanere vigili.


"La ragazza non aveva niente con sé, a parte le lacrime, i vestiti sporchi e rovinati, la pelle piena di tagli e il corpo dolorante. Nulla di ciò che l'aveva accompagnata all'inizio di quella settimana era rimasta con lei, nulla ne faceva ancora parte. Era sola, spaesata e immensamente triste."( cit)


Una prosa veloce come il treno e incalzante, che non vi annoierà mai e vi terra' con il fiato sospeso rende questa autrice una degna erede di Shirley Jackson. Un giusto mix di Paranormal e Horror senza mai scadere nel volgare e nel genere splatter. Chapeau a questa autrice
Alla prossima anima lettrice.

domenica 21 ottobre 2018

Black Out di David Berti e Gaetano Insabato



Sinossi:
Renzo Cavalieri, giornalista alla continua ricerca della verità che si cela dietro i più inquietanti e drammatici eventi che caratterizzano i nostri giorni. Mary Sciarpa, medico impegnato in missioni umanitarie sempre in viaggio in Paesi a rischio, dove la barbarie sembra aver preso il posto della civiltà. Entrambi i protagonisti, sulla soglia dei quarant'anni e delusi da relazioni fallimentari, sono accomunati dall'amore per il loro lavoro e da un'indefinibile inquietudine esistenziale. Due vite parallele destinate a non incontrarsi, se un black-out, apparentemente casuale, non le portasse letteralmente a scontrarsi, all'aeroporto di Fiumicino, poco prima dell'imbarco di Renzo per New York e di Mary per la Siria. Un viaggio che da Firenze, dove entrambi vivono, passando per la splendida terra di Maremma, li condurrà in luoghi affascinanti e misteriosi, come la meravigliosa Istanbul. Un enigma, pervenuto a Mary per mezzo di un anziano pescatore e a Renzo tramite una cartomante, legherà il loro destino. Sullo sfondo la bellissima isola d'Elba e la leggenda dell'Innamorata di Capoliveri che, per mezzo di un trascendente filo che congiunge insieme passato e futuro, sembra risolversi nella storia presente dei nostri personaggi. Cosa spinge realmente Renzo ad andare a New York e quale verità sta cercando, nascosta dietro i più sanguinosi conflitti che affliggono il nostro pianeta?


Recensione
:
Ci sono romanzi che sono come un puzzle si costruiscono piano piano, pagina dopo pagina.
Questo è proprio il caso di black out. Le tessere principali, sono formate dai due protagonisti o 4 protagonisti?
No non sono impazzita questo romanzo è talmente magistrale e denso, da essere composto da vari livelli di lettura ed è rivolto a una pluralità di lettori colti.
Iniziamo con il primo substrato: le due storie parallele che si snodano tra le  coppie  di personaggi, legati da un filo conduttore tra passato e presente.
Oltre questi due piani di lettura, abbiamo vari intrecci che ci fanno riflettere sulla caducità ed estemporaneità della nostra esistenza;
quante volte vorremmo prendere e scappare, per realizzare di una getto un progetto in quanto siamo stanchi e ci troviamo stretti nella nostra cornice esistenziale.. ma poi... una situazione improvvisa ci porta da un ' altra parte.Un Black out, se ci pensate non è altro che una situazione che ci costringe a smettere quello che stavamo facendo per ritrovarci in altre situazioni.Questo stacco può essere utile per la nostra anima.
Infine vi sono approfondimenti su temi attuali di politica ed economia.e tutto questo legati in modo impeccabile dentro la storia, o le storie secondo la vostra sensibilità.
Un romanzo colto dalle mille sfaccettature, pieno di emozioni riflessioni e viaggi.
Consigliato a chi vuole di più un romanzo, ovvero spaziare nel proprio intelletto e nel proprio cuore, parole nuove.
Alla prossima anima lettrice.

venerdì 19 ottobre 2018

L'erede ribelle di Cristiano Pedrini.


Sinossi :
Philip lavora nella biblioteca della piccola cittadina canadese di Whistler, dove l'inverno è alle porte e la neve rende tutto più magico e speciale. Jacopo è un ragazzo ribelle che sfida le autorità e proprio per questo è costretto a svolgere un lavoro socialmente utile per via di un piccolo reato.Due ragazzi così diversi ma così simili, dopo una lunga diffidenza iniziale, inizieranno a riempire l'uno i vuoti interiori dell'altro, e se Philip da una parte desidera redimere il giovane, Jacopo imparerà ad accettare come aprire il suo cuore all'amicizia e la sua mente alle sue stesse capacità.Una favola dal dolce sapore delle cose preziose, delle seconde possibilità e dell'amore che aiuta a renderci chi siamo.

Recensione:
Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo avuto o abbiamo ancora tutt'oggi, innalzato muri emotivi verso il prossimo, per non essere feriti, mascherando le nostre insicurezze con  aggressività o modi da sbruffoni.
Durante questo intervallo di tempo, ci siamo creati una corazza...ma un bel di' arriva come un fulmine a ciel sereno, una persona che piano piano, crea delle crepe nella nostra corazza, facendoci tornare ad aprire le finestre del nostro cuore e  far entrare l' aria fresca dell' amicizia.
E' ciò che raccade tra Philip e Jacopo, passo dopo passo arrivano a trovare di nuovo fiducia in se' stessi e nella vita.
Mi ha colpito subito sin dalle prime pagine, la capacità dell' autore di creare un  atmosfera da "focolare".
Con le sue parole sono riuscita a " vedere " la biblioteca  e i protagonisti interagire all'interno di essa.
L' autore si rileva conoscitore della psicologia dell' animo umano, in quanto con coerenza e realismo descrive questo scontro- incontro tra i due protagonisti e le loro reazioni.
Questo romanzo mi ha toccato proprio le corde del cuore,e sentivo così intensamente  la reciproca diffidenza  di conoscersi  dei protagonisti che mi sarei messa tra di loro e li avrei abbracciati.
Non ho trovato molti autori che con un dialettica immediata, sono riusciti ad andare oltre gli occhi e la testa dei lettori e arrivare al loro cuore.
Quando ho finito di leggerlo,ho pianto...
 avrei voluto tornare indietro per ritrovare questi due amici.
Non è un romanzo leggero è profondo e commovente, un romanzo motivazionale  da leggere nei momenti bui , per non chiudersi alla vita e all'amicizia.
Alla prossima anima lettrice 





mercoledì 17 ottobre 2018

la seduzione del ghiaccio di Mirta Drake

Sinossi :Smilla vive nel tranquillo villaggio di Blomstavvan, sulle coste scandinave, finché un giorno viene rapita dal guerriero vichingo Niklas Hellström, giunto dalla Norvegia a bordo di agili drakkar in testa a un drappello di insaziabili razziatori. Benché intenda far colpo sul conte di Svartis col suo bottino, Niklas decide di tenere per sé Smilla come schiava, sedotto dalla sua intelligenza e dal suo strano aspetto: non sa che quella snohar, la ragazza dai capelli e dagli occhi color del ghiaccio, è capace di terrificanti visioni. E ben presto, fra intrighi e intrepide azioni di conquista, l'amore inizia a sedurre il fato, sfidando il destino con i colpi di un'intensa passione che arriva ai confini di nuovi e inesplorati mondi.

Recensione :
Per tutti coloro che storcono  il naso a questo genere di romanzi, in quanto leggeri e vuoti, eccepisco che  non hanno  mai letto nessuna opera di Mirta Drake. questa autrice è una grande maestra nel fondere temi romantici a risvolti psicologi e femministi, mi spingo oltre... per essere precisi un  temperato femminismo!
Questo è il secondo romanzo che ho l' onore di aver letto di questa autrice; (vi rimando alla recensione  dell' opera "Per un amore di un corsaro)  e confermo quanto avevo scritto nella prima recensione, ovvero che Mirta Drake è la discendente legittima di Nick Hornby.
Smilla la protagonista, è una donna che vive in tranquillo villaggio, con la madre che fin da piccola le ha fornito dei preziosi insegnamenti nel caso in cui ci fossero stati dei saccheggi e rappresaglie nel loro villaggio.Tale presagio nefasto purtroppo è avvenuto ( ma non vi dico altro o spoilerizzo troppo).
Penserete ecco la solita eroina che si batte il petto e piange disperata per quello che le è capitato.Niente di più sbagliato.E' una donna vulcanica con un self control e una forza d' acciaio capace di tenere testa al nostro protagonista maschile Niklas, un vichingo dalla tempra d' acciaio ma con un cuore....
Un uomo che per il contesto in cui si svolgono le vicende non si rileva un arido e spregiudicato conquistatore,  ma un vichingo politicamente corretto e appassionato.
Smilla a un certo punto del romanzo lo descrive " come una tempesta inarrestabile, però non mi hai distrutto la vita..."(.cit.)
Vi sono anche due personaggi secondari Liv e Osslan,due caratteri sfaccettati, e pieni di carica emotiva.
La passione contenuta nel romanzo, non sfocia nell'erotico è una calda poesia, mai scontata o banale, o  volgare, che accompagna le vicende nel romanzo.
Un libro da leggere o regalare per tutti coloro che amano la passione, i personaggi ben costruiti, l' azione e la riflessione.
Mirta Drake è riuscita a superare se stessa in questo romanzo creando un' opera che trasuda: poesia passione e profondità.
Alla prossima anima lettrice.



martedì 16 ottobre 2018

Intervista a Barbara Sarri autrice del romanzo il ventaglio sulla Pelle.

Intervista a Barbara Sarri

Barbara leggendo su Internet ho notato che la scrittura è stata una costante della tua vita, fra le presentazioni più interessanti quella a Roma alla Camera dei Deputati per Regina.

Sì infatti, è stato presentato alla Camera dei Deputati qualche anno fa: un libro legato alle donne nel lavoro.

In quarta di copertina ho avuto l’onore di avere Franco di Mare:
“La storia di una donna in una Roma meravigliosa ma immensa che lascia vuoti al cuore.
Le vicende di Regina coinvolgono tutti noi, e ci fanno assaporare la passione e la purezza di una single di oggi.” 

Barbara il tuo percorso di vita legato ai libri. Scegli un giorno che ricorderai sempre come indimenticabile.

Il primo giorno in cui è accaduta una sorta di magia: rileggendo una cosa che ho scritto, ho capito che ero riuscita a rendere l’idea del mio pensiero. Le parole sono un mezzo potente se si riesce a usarle in modo corretto, attento: bisogna rispettarle, amarle senza mai tradirle così ti donano molto.



Il mio primo libro è stato di poesie. Come si chiamava e una breve lirica ce la lasci?

Sì è del lontano settembre 1993, “Dove anch’io sono dipinta”. Ecco il pensiero di apertura di una ragazzina innamorata:

Vero e falso si confondono là
ai confini del mare
dove una lacrima ha creato l’orizzonte.
…e il mio cuore batte
sull’incertezza di un istante,
sul desiderio di un peccato.


Perché e quando sei passata alla prosa?

La poesia in realtà è rimasta in me, spesso qualche lirica mi sfugge nei romanzi ma la prosa raggiunge tutti. È il modo più semplice per comunicare e il mio sogno è comunicare a tutti.


Da cosa prendi ispirazione?

La vita stessa è ispirazione. Siamo fatti di quello che ci circonda e di quello che respiriamo, sono onnivora leggo tutto ma prediligo i classici. Ho ricominciato proprio ieri La signora Dalloway.



Arriviamo a oggi, il tema della violenza sulle donne.

È un tema che spaventa, che fa paura, la cosa più semplice è fuggire, non leggere libri che lo mettono a fuoco: la realtà fa paura.
Ma la lotta a questo problema parte dalla società, dall’educazione non dall’omertà.
Quindi dopo Il ventaglio sulla pelle edito HarperCollins Italia adesso arriva il suo sequel sempre con lo stesso editore, ancora Crime ma anche ironia, amore con la storia di Isabel e Romeo, continuando però a trattare di questa tematica che purtroppo ci riguarda tutte e tutti.


Il ventaglio sulla pelle è stato presentato alla Regione Toscana.

Sì è stata una bellissima esperienza presentarlo con la Commissione delle Pari Opportunità. Avevo con me a parlarne Amnesty International e Soroptimist, un momento indimenticabile.


Cosa ti aspetti dal futuro.

Di continuare a fare le cose con il cuore come ho sempre fatto, ho voglia d’imparare e sono pronta ad assorbire ogni momento che la vita mi regalerà.
Credo nel positivo, per questo lotto per farlo trionfare.

Ringraziando Barbara Sarri per la sua disponibilità, vi ricordo che nell' etichetta recensione libri alla voce : temi importanti nella colonna a destra del blog, troverete la recensione del libro della scrittrice.

Alla prossima anima lettrice.

domenica 14 ottobre 2018

Eterno di Maura Radice e Cristiana Meneghin

    
Sinossi:
Gioia ha quattro anni, è dolce, taciturna e sicuramente troppo piccola per ritrovarsi immersa nei continui litigi che coinvolgono i suoi genitori. Una calda mattina d’estate però la sua vita cambia: sua madre Sun scopre che il marito, Alessandro, un potente uomo d’affari, la tradisce, decide di lasciare la piccola in custodia a Sara, la sua migliore amica e partire alla volta dei Mondiali di Calcio del 2014.
Sun è di origini asiatiche e si è trasferita a Milano inseguendo Alessandro, il suo unico amore e padre di sua figlia Gioia. Quando scopre il tradimento del marito decide di dedicarsi una pausa partendo per il Brasile. Questa sua scelta sarà l’inizio di un incubo che la porterà molto vicino a perdere due delle persone più importanti della sua vita e coinvolgerà Fabrizio un giovane e affascinante italiano che ancora non ha deciso cosa sarà del suo futuro.



Recensione:
Complimenti alle autrici,  che sono riuscite a creare una protagonista Autentica con la A maiuscola.
Possiamo percepire  gli eventi dal punto di vista di Gioia attraverso i suoi pensieri, i dialoghi con gli altri protagonisti del romanzo.
Questa operazione porta il lettore dentro il vivo dell'azione e lo cattura alle pagine, con un ritmo incalzante sino all' ultima pagina.
La mamma Sun è un 'altra protagonista ben sviluppata e sfaccettata, con emozioni davvero realistiche rispetto a un evento drammatico, che non citerò per non fare spoiler.
Fabrizio è un giovane apparentemente disilluso ma dimostrerà la sua tempra e crescerà con gli eventi.
Finalmente un personaggio maschile coerente, anche se insicuro, con  una crescita lineare esplicitata capitolo per capitolo.
Oltre al filone principale della trama, questo romanzo tocca tempi importanti quali: la problematica dei genitori separati sviscerata  sia dal punto di vista degli adulti sia quello dei bambini.
L' insoddisfazione personale, il diritto a una vita felice, il conflitto tra essere donna e madre.
Un romanzo a tutto tondo, che sa emozionare, piangere, sperare sino all' ultima pagina.
Alla prossima anima lettrice.


venerdì 12 ottobre 2018

Semplicemente Gio'; di Erika lenti

Sinossi:

Si dice che il destino sia scritto nelle stelle. Se invece le fatalità non esistessero, se fossimo noi a crearci il futuro, un susseguirsi di eventi non dettati dalla provvidenza ma dalle nostre scelte, cambierebbe la nostra prospettiva sull'esistenza? Chiamatelo destino o semplice casualità, ma la vita si basa su delle scelte, giuste o sbagliate che siano, per la maggior parte delle volte suggerite dal cuore. Che sia una scelta riguardante un amore, una proposta di lavoro, un sogno da perseguire, il cuore è sempre il protagonista. La vita è piena di difficoltà e abbiamo noi la chiave del nostro destino: dobbiamo solo capire quando usarla. Come una chiave di violino messa usualmente all'inizio di un pentagramma, con la funzione di fissare la posizione giusta delle note, ma che può essere usata anche in un punto qualsiasi per identificare un passaggio, un cambiamento. Perché, in fondo, la musica è in tutto ciò che ci circonda, può guidarci, salvarci, ed è lei la vera protagonista di questa storia in cui i personaggi si troveranno spesso di fronte a dei bivi, in cui dovranno decidere se essere veramente padroni del proprio destino: scegliere tra un amore puro, tenero, romantico e sicuro o abbandonarsi a una passione sfrenata, vitale, intensa e irrefrenabile; scegliere di abbandonare un sogno perché le dure e avverse realtà della vita fanno di tutto per impedirti di realizzarlo; scegliere quale rapporto affettivo mettere al primo posto, a costo di perdere una persona comunque importante. Sarà proprio il destino a far scontrare la personalità raggiante ed esuberante di Giorgia, appassionata di musica, con quella del giovanissimo uomo d’affari Liam e dello scontroso ex musicista Dylan. Due ragazzi apparentemente diversi, ma uniti da un passato doloroso e da un futuro che si prospetta ancor più difficile. Giorgia sarà una nuova speranza, un nuovo inizio per entrambi, ma forse segnerà la fine del loro legame… per sempre!


Recensione:
Questo libro non è un Young Adult, non è un romance, non è il solito triangolo lui lei e l'altro.E' la vita stessa,  in forma cartacea,  che prende forma  attraverso i personaggi.
L'autrice ha posto in essere il  manifesto della vita positiva, che va vissuta appieno. Un vita positiva, ma non facile attenzione.Un vita che deve essere sfruttata per le potenzialità che abbiamo a nostra disposizione.
Giò la protagonista è una ragazza dei nostri giorni,con i suoi sogni, le sue insicurezze, le sue manie e una grande passione la musica ( ps unico spoiler che farò del romanzo,  se amate i Modà avete un motivo in più per leggere e adorare questo romanzo).
La scrittrice attraverso i dialoghi riesce a creare un quadro di Giò non solo fisico ma caratteriale.
Riuscirete a vedere affianco voi la nostra protagonista  con la sua esuberanza e un cuore grande.
I personaggi maschili sono altrettanto sfaccettati e complessi, privi dei classici stereotipi stile Abele contro Caino.Abbiamo due giovani ragazzi con grandi sogni, ideali, solidali quasi sempre tra loro, ognuno con un piccolo demone interno, doloroso da digerire.La scrittrice veramente è riuscita a creare un terzetto di protagonisti coerente, divertente e appassionante che diverte riflette.
Non vi fate spaventare dalle 400 pagine, la prosa è leggera e scorrevole e non riuscirete a staccarvi dalle pagine.Io sono andata a letto all' una di notte, non riuscivo a posare il libro sul comodino.
Infine consiglio questo romanzo a tutte quelle persone, in difficoltà o con qualche problematica fisica importante, che ogni giorno sono a terra, pensano che non potranno vivere più felici realizzare i vostri sogni.Infine un altro protagonista che non svolge un ruolo secondario, ma è parte integrante dell' azione è la musica.Io ho trovato innovativa e fenomenale inserire la musica come colonna sonora " In In conclusione, mi permetto di consigliarvi questo romanzo come papabile per i vostri regali di Natale.Un regalo perfetto per chi ama la musica, per coloro che passano un momento no, per  i romantici.
In un mondo pieno di apparenza, abbiamo bisogno di libri come questi, anzi come questo che sono un inno all' equazione : felicità sta sogni come unicità sta a se' stessi.
Alla prossima anima lettrice.

mercoledì 10 ottobre 2018

Esistenze proibite di Paolo Bertulessi

Sinossi
Il tormentato, torbido e viscerale rapporto di Adam con il sesso femminile: l’indole di questo ragazzo borderline della Milano bene, in bilico tra il bene e il male sin dalla sua infanzia, innesca una serie di eventi che marchieranno a fuoco lo scorrere della sua vita. Una narrazione di esperienze spudoratamente uniche, intrise di una deviata e algida ginofilia legata a doppio filo all’egocentrismo e alla venalità del protagonista; sesso, perversione, mistero, soprannaturale, denaro, motori, avventura, arte, poesia e morte: tutto si fonde in una perfetta miscela che avvince e rapisce. Si può sicuramente affermare che in questo libro esistono due protagonisti, profondamente diversi a livello caratteriale, le cui vite si fondono assieme per creare una unica esistenza ricca di forti emozioni, obiettivi ambiziosi e traguardi raggiunti. I dialoghi tra i due protagonisti dell’opera, Adam e Traxebru, stigmatizzano al meglio la loro comune spietata visione della vita e della società, dosando al meglio lessico aulico ed espressioni taglienti. A loro si affianca una meravigliosa piccola Dea, autistica e sensitiva: Aneta, con la sua impressionante purezza e la sua eterea presenza, sovralimenterà quel motore emozionale che li farà viaggiare sempre più velocemente verso facili successi economici, ma anche inquietanti e sconvolgenti vicende, per poi volgere a un drammatico e sconcertante epilogo.


Recensione:

Quante volte ci sentiamo in gabbia nei nostri rapporti personali o lavorativi e ci troviamo a sognare un ' esistenza libera da vincoli e sovrastrutture.
Adam, il protagonista vive proprio in un contesto di estrema libertà da ogni regola.Nato in un ambiente libero e disinteressato eleva in potenza gli impulsi primordiali di libertà i tutti i campi. Un personaggio costruito a tutto tondo.
Attraverso i dialoghi, e il rapporto con la madre, l' autore plasma un protagonista di carta in "carne e ossa", veritiero come te che stai leggendo.
Non capita spesso di trovare personaggi coerenti e così realistici.Complimenti all'autore.
Ciò posto veniamo ad Aneta, a mio modesto la vera anima di questo romanzo: una giovanissima ragazza fragile, ma con una forza , in grado di far sentire anche se in modo diverso la sua voce, e  costituisce il collante tra Adam e Traxebru. Vi giuro e non vi posso spiegare il motivo o farei uno spoiler, quando avrete letto l' ultima pagina del libro, avrete la necessità  di mangiare o bere qualcosa alla menta per sentirla vicina.
Il finale degno di uno dei romanzi del grande Francis Scott Fitzgerald, è potente, liberatorio e in ossequio   al  contrappasso dantesco  è un inno al ritorno alla purezza.
Un romanzo neo realista che tocca temi scomodi quali la prostituzione minorile, la diversità, l' amore in modo sempre rispettoso, concreto.Un piccolo gioiello di realtà, amore, e voglia di evasione.Dopo averlo letto chissà se ancora vorreste vivere in mondo senza regole e totale libertà.
Alla prossima anima lettrice.

lunedì 8 ottobre 2018

Il Falco Pellegrino di David Berti.

Prefazione Personale:
In una classica giornata ottombrina, mi contatta l' autore per farmi leggere questo breve racconto e ne sono rimasta entusiasta.
 Sirio, il protagonista sono io, sei tu anima lettrice, è ogni essere umano, che cerca di "vivere "un' esistenza piena.
Bada bene, ho usato il termine vivere, non sopravvivere.Quello che conta sono i giorni vissuti guidando le nostre azioni verso la nostra meta:Lottare, per fare evolvere il nostro cuore in una vita in armonia con il nostro io ed i nostri sogni.
                                                       
 IL “FALCO PELLEGRINO

Era una calda mattina di agosto, quando Sirio uscì nel piazzale ricoperto di ghiaino, dove aveva parcheggiato la macchina la sera precedente. Aveva fatto una colazione abbondate. Sapeva bene che gli sarebbero servite molte energie per raggiungere la meta che si era prefissato. Come sempre, prima d'intraprendere una delle sue avventure a due ruote, si sentiva felice, quasi eccitato. Quel suo vagabondare a pedali scaricava il suo cuore da tutti gli affanni e le frustrazioni quotidiane. Quando era sulla sua Fuji dorata, aveva l'impressione di essere racchiuso all'interno di una bolla di sapone trasportata dal vento, da cui poteva vedere la bellezza del mondo e sentirsi protetto dalle sue miserie grazie a quella sottile pellicola trasparente.
Sirio era soprannominato “Falco” dagli amici. Spesso, quando era immerso nella natura con qualcuno di loro, indicava nelle immediate vicinanze un esemplare di questo elegante rapace. Inizialmente lo avevano preso in giro per la sua credenza che questo formidabile volatile fosse di buon auspicio e che, in un certo senso, si mostrasse a lui in particolari momenti di simbiosi con l'ambiente o di leggerezza della sua anima. Ma quando durante una gita in macchina, in cui era simpaticamente schermito per la sua “fissa”, spuntò un enorme falco al lato dell'autovettura seguendola per alcuni chilometri, tutte le maliziose allusioni cessarono per sempre. Da quel momento Sirio divenne “Falco”.
Gli agganci delle scarpette lo facevano procedere incerto sul ghiaino. Aprì il portabagagli e tirò fuori la sua amata compagna dal manubrio scintillante al sole. Riempì le borracce con l'acqua minerale contenuta in una bottiglia che aveva preso dal frigorifero del bed and breakfast. Mise una camera d'aria di scorta, una piccola pompa, qualche euro in moneta nella tasca posteriore della maglietta sbracciata e spinse la bici al confine della strada asfaltata. Qui alzò gli occhi al cielo, salì e… via per la strada che da Capannori lo avrebbe portato a San Pellegrino in Alpe.Dopo pochi chilometri percorsi in agilità per riscaldare le gambe, a uno dei tanti incroci a raso, disegnati dal reticolo di stradine che si estende dietro il paese di Lunata, sentì un forte fischio prodotto da pneumatici che sfregavano sull'asfalto, seguito da un raccapricciante schianto. Un rumore inquietante di lamiere che si deformavano, vetri che si infrangevano, ossa che si rompevano. Si girò e, a qualche decina di metri da lui, vide il telaio spezzato di una bicicletta con le ruote tutte deformate sotto la parte anteriore di un SUV.
Una donna scese dalla macchina in totale stato di shock e si diresse verso il campo, dove giaceva inerte il corpo di un giovane ciclista. Si mise le mani nei capelli. Cominciò a piangere e a gridare:
“No! No! Cosa ho fatto... Scusa! Mio Dio, non ti ho visto!”
Si fermarono altri veicoli. Alcuni uomini chiamarono immediatamente i soccorsi. Altri raggiunsero il giovane per assisterlo in attesa dell'arrivo dell’ambulanza. Anche Sirio scese di sella e si avvicinò. Quel ciclista sembrava avere la sua età e per di più assomigliargli incredibilmente. Constatò che non aveva il casco. Pensò tra sé:
“Lo avrebbe protetto molto nell’impatto…”
Fu in quel preciso momento che si accorse che aveva dimenticato d'indossarlo anche lui. Arrivarono i medici. Intubarono il corpo esanime. Più volte venne usato il defibrillatore. Aveva l’impressione di essere scosso lui stesso da quelle scariche elettriche.
“Potenza della suggestione”, disse tra sé.
Rivolse una preghiera all’Onnipotente per quel povero ragazzo, dopo di che decise di risalire in sella e riprendere la sua strada.
Sirio aveva sentito dire che gli ultimi 13 km del percorso che aveva pianificato, quelli che da Castelnuovo di Garfagnana conducono al paese dedicato al santo, sono definiti, da molti ciclisti, la "salita perfetta", quella impossibile. Alcuni, dopo averla affrontata (forse meglio usare il termine "vissuta"), raccontano che questo sinuoso rio d’asfalto, che si arrampica lungo i crinali della valle del Serchio, rappresenta un'esperienza unica, quasi “mistica”. In particolare, ricordava l'inusuale dialogo avuto il giorno prima con un anziano ciclista lucchese dal volto segnato da una corona di rughe che si irradiavano dal lato esterno dei suoi occhi, come tanti raggi di sole:
“La salita parte con pendenza tra l'8 e il 9 per cento e si mantiene così fino agli ultimi 3 km, dove si impenna quasi a volerti scagliare verso il cielo, con tratti mai inferiori al 18 per cento”.
“Da come me la stai descrivendo sembra che tu voglia sconsigliarmela...”
“Tutt'altro, Sirio! Ti consiglio solo di affrontarla con rispetto. D'altra parte l'azzurro che abbraccia le Alpi Apuane è tanto immane da farti percepire la sua serena e paterna presenza, anche quando la testa è piegata giù, verso l'asfalto, e gli occhi non osano guardare avanti, se non di sfuggita, spaventati da quello che potrebbero scorgere. Sì, avrai paura di vedere ciò che ti aspetterà e di perdere il controllo sui tuoi pensieri. Arriverai a sentir vacillare la tua volontà”.
“Ne stai parlando come un girone dantesco, Virgilio..., è così che hai detto che ti chiami, no?” “Quando inizierai questo pellegrinaggio, rigenerante per l'anima, non proverai certamente queste sensazioni. Le montagne ti chiameranno, ti preannunceranno la bellezza che potrai gustare dalle loro cime, una volta che le avrai conquistate, perdendo lo sguardo verso l'infinito. Da lì comprenderai meglio il cammino che hai affrontato e sarai più consapevole di ciò che ti circonda”.
“Non sembri essere un ciclista qualunque. E' come se per te l'andar in bicicletta rappresentasse una sorta di allegoria della vita e ti ispirasse riflessioni profonde al confine con la poesia”.
“Sono solo un vecchio che ha scalato tante montagne, godendosi le ardite discese. Tuttavia, da un po' di anni, spesso mi prende un'irresistibile desiderio di restarmene là in alto, nella quiete, a godermi il panorama”.
Ormai Sirio era arrivato nei pressi di Gallicano. Fin lì il percorso era stato molto piacevole, caratterizzato da una lieve pendenza e da un paesaggio accattivante. Sulla sua destra lo avevano accompagnato le acque del Serchio e le alte colline dalle quali fanno capolino caratteristici paesini che danno l’impressione di voler spiare la valle. Alla sua sinistra le verdi propaggini delle Alpi Apuane avevano estasiato il suo sguardo. Nelle vicinanze di Borgo a Mozzano era rimasto, come al solito, incantato alla vista del Ponte della Maddalena che in passato aveva permesso il passaggio dei pellegrini, desiderosi di raggiungere la Via Francigena nei pressi di Lucca. Ricordò come sin da piccolo avesse subito l'irresistibile fascino dei ponti. Spesso quando si trovava ad attraversarne uno, si perdeva quasi catatonico ad ammirarlo. Oltre che dalla loro struttura, era attratto dalla loro stessa idea. Essi, legati inscindibilmente al movimento e al viaggio, uniscono due punti, travalicando qualcosa che divide. Portano all’incontro, alla contaminazione, superando limiti e permettendo lo scambio. Considerò tra sé:
“Infatti le guerre spesso i ponti li fanno saltare!”
Contemporaneamente gli si presentarono le raccapriccianti immagini del crollo del ponte di Mostar, durante la guerra dei Balcani dei primi anni novanta del secolo scorso. Si scosse da quei pensieri e, osservando con attenzione quell'ardita struttura che attraversa il fiume, credè di capire perché questo capolavoro dell’ingegneria medievale si fosse guadagnato nei secoli il soprannome di Ponte del Diavolo. La sua originale forma a schiena d’asino con le poderose e asimmetriche arcate, tra le quali domina prepotentemente quella altissima centrale, protesa verso il cielo, lo rende unico, inquietante, surreale. Fiero e impavido sembra voler sfidare la forza di gravità. Inoltre, seppur così sottile, aveva saputo reggere alle devastati piene del Serchio che si erano susseguite nei secoli, quasi a voler attestare la sua forza duellando contro la furia degli elementi. Agli occhi degli uomini, solo un’opera di un essere soprannaturale poteva osare tanto. Ricordò una leggenda, sentita anni addietro, in cui si narrava che un capomastro, avendo paura di non poter portare a termine l'opera per il giorno successivo, quello della scadenza della commissione, chiese l'aiuto del diavolo. In cambio il demonio pretese che venisse sacrificato il primo essere che all'alba avesse attraversato il ponte. L'astuto uomo lo raggirò facendo in modo che un animale fosse il primo fruitore del passo.
Una macchina con il suo clacson richiamò Sirio alla concentrazione, invitandolo a spostarsi verso il lato della carreggiata. Nei pressi di Castelnuovo di Garfagnana, scorgendo una fonte ombrosa alla sua destra, si fermò a riempire le borracce. L’acqua, che scaturiva trasparente e fresca, gli donò un sublime piacere, in quella giornata in cui il sole si faceva sentire come il ruggito di un leone. Decise di sedersi per un po’ su un muretto ricoperto di soffice e umido muschio verde. Ancora una volta i suoi pensieri furono risucchiati in un tunnel spaziotemporale che lo riportarono a vent’anni addietro. In quel periodo era solito andare a trovare, quando passava da quelle parti, il nonno di un suo amico originario di Barga. Quasi ottantenne, conservava una straordinaria lucidità e una rara capacità comunicativa. Le sue parole erano accompagnate e rese più vive da una misurata e carismatica gestualità. Nonostante il suo volto portasse incise le vicende della sua vita, i suoi occhi ancora brillavano di una luce indefinibile. Ricordò una delle tante chiacchierate fatte al tramonto con l'anziano nella piazza del paese:
“Sai, in questa valle passava la linea gotica, quel sistema difensivo che avrebbe dovuto rallentare o, nei più utopistici sogni dei tedeschi, fermare l’avanzata delle truppe alleate durante la Seconda guerra mondiale. Inizialmente le opere di fortificazione partivano da Borgo a Mozzano, ma improvvisamente gli alti comandi della Wehrmacht si resero conto che dovevano velocemente arretrare la linea tra Gallicano e Barga, perché un'incursione americana poteva prenderli alle spalle, passando attraverso la Val di Lima raggiungibile da Pistoia".
"Com'è possibile che abbiano fatto un errore così grave, sprecando tempo e risorse?"
"La terra è come una donna... devi amarla e viverla per conoscerne consapevolmente ogni sua forma. E' un sistema complesso. Non puoi scattarle una fotografia, magari dall'alto, e pensare di averla capita".
"E questo i partigiani lo sapevano. Erano figli di questa terra".
"Fatto sta che agli inizi del 1944 le truppe tedesche cominciarono a fare rastrellamenti nei paesi della valle per procurarsi la manodopera. Uomini costretti, per paura di essere deportati nei campi di concentramento del nord, a lavorare a favore di coloro che occupavano i loro paesi. Poveri diavoli privati della libertà che dovevano spaccare pietre e tagliare boschi in cambio di una tiepida brodaglia. Logorati dal freddo e dalla fatica, allontanati dalle loro famiglie, erano obbligati a dormire nel campo di concentramento di Anchiano".
"Non c'è da meravigliarsi che qualcuno si desse alla macchia e si unisse alle schiere dei partigiani", sentenziò Sirio sospirando.
"Certo... non è che nelle capanne, fatte con legni e ricoperte di frasche insieme a qualche coperta, si stesse più caldi o si patisse meno la fame, ma perlomeno, nonostante la costante angoscia di essere scoperti, si poteva sentirsi liberi e conservare la capacità di autodeterminare le proprie azioni, ossia resistenza... resistenza fino alla fine contro gli invasori!"
“Furono tanti gli uomini rastrellati, privati della libertà e costretti ai lavori forzati?”
“Si pensa più di trentamila, alcuni dei quali si distinsero per atti di eroismo, come il mio caro amico geometra Silvano Minucci. Per evitare di essere deportato in Germania, si arruolò volontario nella Todt che potremmo definire l'impresa di costruzione del Terzo Reich. Essa aveva non solo il compito di realizzare strade, ponti e altre opere di comunicazione vitali per le armate tedesche e per le linee di approvvigionamento, ma anche di erigere opere difensive. Silvano non poteva perdonarsi di aiutare gli oppressori del suo popolo. Di notte la sua coscienza lo privava del sonno, gli faceva abbassare lo sguardo quando per qualche ragione incontrava un paesano. Decise allora di aiutare la sua gente. Grazie alla sua professione veniva più spesso in contatto con mappe che non con la terra. Così, quando gli capitarono tra le mani tre copie di un accurato rilevamento topografico delle opere di difesa, delle aree minate e di tutte le postazioni tedesche, si adoperò in tutti i modi per farle pervenire a Lucca presso il Comando Militare Alleato della V Armata. Nella riuscita dell'iniziativa furono determinanti l'aiuto di Annamaria Cheli e di alcune staffette che portavano i documenti nascosti dentro il telaio delle biciclette”.
“Tutto ciò è così affascinante. Cioè... comprendo appieno l'immane tragedia che queste persone erano costrette a sperimentare, ma in questa grande oscurità provocata dalla scelleratezza umana si distinsero dei potenti bagliori di luce prodotti dal coraggio e dai valori di alcuni uomini normali che con i loro gesti si elevarono a titani. Poi, immaginare sfrecciare biciclette come messi degli Dei, con importanti messaggi che avrebbero inciso sulle sorti di una guerra e sulla liberazione di molte anime, mi commuove. Arditi ciclisti il cui traguardo gli avrebbe dato in dono la coppa della libertà dalla quale avrebbero bevuto assieme a migliaia di persone”.
“Sai Sirio, quello di allora era un altro mondo. Oggi i giovani non possono capire quei tempi in cui era sufficiente l'abbraccio di una donna in un campo o una croce, appesa alla parete scrostata di una chiesetta nel bosco, per trovare un po' di serenità, quanto bastava per poter smettere di bestemmiare contro una vita misera e tiranna”.
Quando un'auto parcheggiò nel piccolo slargo sterrato vicino alla fonte, Sirio fu destato dai suoi ricordi e capì che era arrivato il momento di riprendere il cammino. I muscoli si stavano rilassando e c'era ancora d'affrontare la parte più dura del percorso. Con un veloce movimento della mano allontanò un'ape che aveva cominciato a ruotarli intorno e rimontò in bicicletta. Passato Castelnuovo di Garfagnana, dopo circa tre chilometri, Sirio prese una strada sulla destra che indicava la direzione per San Pellegrino. Ora la salita era vera. Le prime gocce di sudore cominciarono a brillare e a rigare il suo volto. Dopo circa mezz'ora fecero la comparsa i primi castagni. La loro ombra sembrò lenire la fatica che si era presentata improvvisa senza tante cerimonie. Passando vicino alla veranda di alcune abitazioni adiacenti la strada, spesso intravedeva degli anziani, seduti a frescheggiare, scambiarsi poche e serene parole. Quando lo vedevano arrivare lo accoglievano, quasi sempre, con un'esclamazione d'incoraggiamento e i loro occhi lo seguivano, come a volerlo spingere su per le logoranti rampe d'asfalto. Ricambiava il saluto, cercando di trasformare il ghigno di sofferenza, che segnava il suo volto, in un sorriso che, purtroppo, risultava involontariamente inquietante. Tuttavia, a metà della salita, si verificò, sempre continuando a pedalare, un simpatico e, allo stesso tempo, sibillino scambio di parole con un uomo che all'apparenza avrà avuto tra i settanta e gli ottant'anni.
"Buongiorno! Vado bene per San Pellegrino?", domandò Sirio con voce, per quanto possibile, squillante e solare.
"Sicuramente per me sarà un buongiorno, per te un po' meno. Al di là di ciò, la via è questa", replicò il vecchio signore scuotendo la testa e seguendolo con uno sguardo perplesso, tipico delle persone che si trovano davanti a fenomeni o eventi che non riescono a comprendere.
Non dando importanza alle sue parole, continuò con una domanda retorica:
"C'è molta salita ancora?"
"Caro mio, hai peccato tanto nella vita..., vero?", pronunciò queste parole girandosi verso la moglie, seduta accanto a lui, e scambiandovi un'occhiata complice.
Sirio, sorpreso ancora una volta da questa nuova affermazione di cui non capiva il senso, asserì poco convinto:
"Beh, un po'! Niente di grave".
"Mi sa tanto che non mi stai dicendo la verità".

Comprese quelle parole solo alla fine della salita, quando si stagliò, di fronte ai suoi occhi e contro le sue gambe, il muro che preannunciava l'inizio dei 3 km finali. Il respiro sembrò divenire un profondo rantolo, i muscoli davano segnali di cedere preda dei crampi. Non poteva accadere!
"Forza, controlla la respirazione. Una pedalata dopo l'altra. Non importa la velocità. Quanto basta per far muovere le ruote e non cadere", si ripeteva.
L'acqua nelle borracce era finita, la gola arsa. Non aveva più saliva per sputare sull'asfalto e la poca rimasta gli graffiava la faringe quando cercava di deglutire. L'istinto gli intimava imperioso di mettere i piedi per terra e sdraiarsi su un prato ai margini della strada. Sarebbe bastato solo scendere dalla bici e tutta la sofferenza sarebbe finita.
"Non devi mollare ora. Quell'azzurro che ti sovrasta ti aspetta in cima alla salita. Lui crede in te. Tu... hai bisogno di credere in te stesso".
All'ultimo tornante, i quadricipiti gli cominciarono a tremare, scossi da spasmi incontrollabili e irrefrenabili. In quel momento, nell'ultimo tratto di salita, comparve una persona che gridò:
"E' finita! Non cedere ora!"
Gli corse incontro. Gli mise una mano sotto la sella e cominciò a spingerlo. Quell'aiuto inaspettato rigenerò la sua anima, più che i muscoli. Gli donò calore. Così, si ritrovò sui pedali a spingere di nuovo, per percorrere gli ultimi metri che lo separavano dalla meta. Quando tutto fu terminato, seduto su uno sperone di roccia che domina la vallata, si sentiva come un falco, libero. Considerò che durante quell'esperienza aveva provato gioia, meraviglia, sofferenza, smarrimento e tante altre indescrivibili emozioni, ma mai noia. Aveva un obiettivo, un sogno, un desiderio. Infine, decise di interrompere il dialogo interiore. Ora percepiva solo un senso di benessere e di appartenenza a qualcosa di superiore, come se fosse stato solo un tassello di un mosaico di una travolgente e struggente bellezza. Prima di riprendere la strada di casa pensò tra sé:
“Possibile che sia stato solo l'effetto delle endorfine a generare lo stato di beatitudine e consapevolezza che ho sperimentato? Sicuramente possono avere avuto una significativa influenza su tutto ciò. Ma se fossero solo dei catalizzatori che permettono l'apertura di porte extrasensoriali? Chissà... forse il ciclista è un pellegrino. Il viaggio, con le sue difficoltà e gioie, purifica la sua anima, facendogli vomitare fuori tutte le tossine di una vita che, talvolta, porta lontani dal vero senso dell'esistenza”.
Stava per risalire sulla sua bici, quando decise di ritornare a sdraiarsi sul prato dell’altura da dove si vedeva tutta la valle e le cime delle Alpi Apuane. Lì, sentì sopraggiungere un grande senso di pace. Ebbe la sensazione di essere avvolto dalla luce e trascinato verso l’alto. Si abbandonò, perse coscienza.
Ad alcune decine di chilometri di distanza o semplicemente in una dimensione parallela…
“Dottore, lo abbiamo perso. Ha fatto tutto il possibile”.
“No, un’ultima volta! Un’altra scarica! Il suo cuore per tre volte si è fermato e per altrettante è ripartito. Non mollerà!”
“Dottore è finita. Oggi questo ragazzo ha scalato la sua ultima montagna. Guardi, il suo volto è sereno. Sembra accennare un sorriso”.
In quel mentre una donna dalla carnagione ambrata e dagli occhi profondi come un abisso si avvicinò. Nessuno osò fermarla. Il suo volto era sconvolto. Si inginocchiò. Silenziose lacrime cominciarono a rigarle il bel volto. Singhiozzi sempre più frequenti scuotevano il suo corpo. Portò le sue labbra a sfiorare quelle del ragazzo e sussurrò:
“Falco ora sei libero. Vola alto tra le tue montagne”.

sabato 6 ottobre 2018

Un destino già scritto :IL DIARIO di Gabriele Missaglia

Sinossi

Che cosa fareste se vi fosse data la possibilità di conoscere il vostro futuro? È quello che succede al protagonista di questo libro, Andrew, un broker londinese, che ha fatto carriera tanto da diventare direttore della filiale della società per cui lavora.
Un giorno, dopo essere ritornato nella casa di famiglia per passare il resto della sua vita con la sua bellissima moglie Phoebe, trova un diario.
Nel piccolo, e apparentemente innocuo, libro sono narrati tre episodi della sua vita. Di cosa parlano? Chi l’ha scritto? Qual è la ragione del ritrovamento?
Il desiderio di trovare una risposta a queste domande, che perseguiteranno il protagonista per tutto il corso della storia, cambierà in modo irreversibile la vita di Andrew, il tenue equilibrio familiare con Phoebe e il loro rapporto con Finn, un vecchio amico di famiglia che cerca di sfondare come autore teatrale.
Il ruolo che questi due personaggi avranno sulla storia arricchisce un intreccio ben ordito, fluido e dall’esito imprevedibile: uno dei rari casi in cui si può affermare che la fantasia ha superato, di molto, la realtà.
Alla prossima anima lettrice

Ci vuole tempo per essere se stessi di Matteo Lezzi.

Sinossi:
Un viaggio, all'apparenza surreale ma in pratica introspettivo, di un ragazzo insoddisfatto e perennemente incalzato dai ritmi della vita frenetica. Un esame di coscienza alla scoperta degli sbagli, delle rinunce ma anche delle vittorie e dei punti di forza che gli hanno permesso di rialzarsi dopo tante sconfitte. Un inno ad essere se stessi sempre e a qualunque costo, un inno ad amarsi e ad accettarsi per quello che siamo senza badare ai pregiudizi altrui. Il Tempo che scandisce e spesso sacrifica la nostra quotidianità ma che alla fine dà al ragazzo una possibilità di riscatto, perché: "Ci vuole tempo per essere se stessi.”

Alla prossima anima lettrice.

giovedì 4 ottobre 2018

L'irresistibile di Mathilda Blake


Sinossi:
La contessina Belle de Beauregard, cresciuta nello sfarzo dorato del castello del padre, non sa che lo scontento popolare di cui tutti parlano al villaggio sia il preludio della Rivoluzione pronta a infiammare la Francia. Anzi, pensa di dimostrare la magnanimità del suo ceto offrendo lavoro a uno del popolo. Non immagina che l'aitante Démon Lacroix, incaricato di gestire le scuderie, finisca per accendere le sue notti di fantasie proibite. E non immagina nemmeno che gli eventi, con la presa della Bastiglia, la costringeranno a un compromesso proprio con quell'uomo: un cittadino della nuova Repubblica, che detesta e al tempo stesso la attrae pericolosamente...



Recensione :
Non lasciatevi ingannare questo non è il solito romanzo con cui passare qualche ora in leggerezza è molto, molto di più.
La protagonista Belle è l' esempio del femminismo moderno.
Romantica ma concreta, passionale ma che riesce a mantenere la calma nei momenti più duri e sanguinari.L'autrice ci mostra come sia possibile essere una donna romantica che ama, ma che allo stesso tempo si adegua al cambiamento.
Il protagonista maschile è un uomo con la U maiuscola.Un uomo capace di cambiare ( e non posso dirvi altri o faccio spoiler).
La scrittrice ci dimostra come il vero amore scritto con la A maiuscola possa superare ogni ostacolo.Una sorta di manuale d' amore valido anche per l' età attuale, in un periodo storico come il nostro dove molte coppie scoppiano per i troppi problemi economici e sociali.
Altro elemento, una ricostruzione storica accurata, con affreschi storici vibranti.
L' ambientazione storica è in tal modo un terzo personaggio ben inserito nel contesto narrativo. Aggiungete che questo romanzo vi insegna a non fermarvi alle etichette : non tutte le persone ricche sono frivole, e non tutte le persone non economicamente autosufficienti sono grette.Aggiungete un vento caldo di passione che nasce del cuore, non passione sterile ormonale, ma una tempesta di sentimenti e atti che scaturiscono dal loro cuore anche se condizionati dagli eventi.

L'autrice è chiaramente una grande conoscitrice della psicologia e dell' animo umano ed è riuscita con maestria a creare una storia appassionata presente e passata che vi terrà incollata alle pagine  e dalla  quale capirete  che Voi meritate in ogni circostanza anche la più negativa, il vero amore.

Alla prossima anima lettrice.



Intervista a Mauro Orefice autore de La Strada Perduta



1) Raccontaci qualcosa di te:

Salve a tutti! Sono un programmatore che ha deciso di pubblicare un libro nonostante il proprio mestiere possa cozzare con il proprio hobby. Ho diversi interessi oltre alla lettura anche la musica ed i film. Ho esordito con “La Strada Perduta”, una biografia introspettiva nata da una esperienza personale. Nonostante abbia pubblicato solo di recente, la passione per la scrittura mi accompagna da tre anni unita a quella di comporre versi.

2) Perché ti sei appassionato alla scrittura e cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?

La passione per la scrittura è un elemento che ha origini recenti. Nonostante abbia letto tanto non mi ero mai cimentato in questo campo fino a quando ho sentito l'esigenza di farlo. Tutto é nato da un evento destabilizzante nella mia vita, ossia la perdita di una persona cara, mio zio. Questa persona rappresentava una persona chiave nella mia vita e la sua assenza ha scaturito una evoluzione ed un approccio alla vita diverso, vero, emozionale, cosa che non avveniva prima a causa di una apatia latente. Il percorso di evoluzione mi ha portato a scelte forti sia in ambito lavorativo che sentimentale e ad una concezione della vita alta ed in virtù di questo a viverla pienamente.

3) Cosa ti auguri che i lettori colgano dal tuo libro (diccelo senza fare spoiler)

Questa biografia rappresenta la trasposizione della mia storia personale. Mi auguro che i lettori possano immedesimarsi nel personaggio chiave e possano vivere le sue sensazioni, emozioni e turbamenti. Sono sicuro che tutti nella propria vita hanno avuto un momento di riflessione, di perdita di identità, é ciò che io ho provato ed ho messo in questo libro. Ciò che mi auguro in particolare é che seguendo il percorso psicologico del protagonista, i lettori possano risolvere i loro conflitti, come li ho risolti io e trovare la chiave di accesso alla loro vita e alla profonda motivazione celata dentro. Mi auguro infine che i lettori come ho fatto io, possano attingere a tutte le forza conscie e inconscie che favoriscono la via del cambiamento per diventare persone sempre migliori, perché il mondo che abbiamo dentro é molto più grande di quello che vediamo fuori e che viviamo ogni giorno.

4) Quali sono i progetti futuri di Mauro Orefice?

I progetti futuri sono due. Uno é pronto per la pubblicazione e a differenza de La Strada Perduta che é nata da un momento negativo della mia vita, invece nasce da un momento di esaltazione personale, molto positivo. Il secondo progetto invece é ancora in cantiere, ossia da ultimare ma non voglio ancora svelare nulla perché sono a poco più della metà e credo non dia giusto identificare qualcosa se non é ancora finto. Di una cosa sono certo fin quando mi farà piacere scrivere, continuerò a realizzare questo splendido hobby, perché serve a me per esprimere tutto ciò che ho dentro e ai lettori, spero, di vivere ed emozionarsi leggendo.
Alla prossima anima lettrice.

mercoledì 3 ottobre 2018

Diphylleia. Il ricordo di Elia Bonci

Sinossi
Aiyana, una giovane ragazza, in seguito ad una tentata aggressione si ritrova in coma per mesi e viene amorevolmente accudita da un infermiere e dalla nonna.
Un giorno si risveglia,ma ha perso completamente la memoria.
Non ricorda nulla, non sa chi sia, non ha più un passato.Grazie ai racconti della nonna, ricostruisce la sua vita e piano piano comincia a ricordare in un turbinio d ' eventi sino al finale mozzafiato.


Recensione:
Questo romanzo breve  ricco d' emozioni, è   un inno alla vita e  alla libertà.
Purtroppo anche se siamo nel 2018  ci sono ancora problemi di omofobia, di paura del diverso, non si è liberi di amare ed essere se stessi senza conseguenze.Questa opera attraverso le vicende della protagonista, non potrà non lasciarvi un segno nella vostra anima.
Siate liberi e felici, vivete la vostra vita con chi vi rende felici, potete essere felici qualunque sia il sesso della persona che amate, ma prima di tutto amate voi stessi e rispettate voi stessi.
Una lettura che consiglio anche ai genitori di ragazzi gay ( non vi posso dire il motivo o devo fare uno spoiler) e chiedevi quanto conta per voi la felicità di vostro figlio/a.
Un  libro, tante emozioni e tante riflessioni.
Alla prossima anima lettrice.


Intervista alla scrittrice Tanya Torriuolo

Intervista breve a Tanya Torriuolo

1) Raccontaci qualcosa di te:

Ciao a tutti! Sono una grapich designer editoriale e pubblicitaria dai molti interessi che, da qualche mese,
ha deciso di esordire diventando un’autrice emergente. In particolare ho esordito con “Oscurità di Cenere”,l’unico romanzo Paranormal-Horror che abbia mai scritto, nato come esperimento personale. Nonostante
abbia pubblicato solo di recente, la passione per la scrittura mi accompagna da parecchio tempo e nel
cassetto ho da parte ben più di un romanzo… ma di genere Urban Fantasy/Paranormal Romance (generi
che amo anche leggere!). Attualmente gestisco il blog “Il paranormal secondo Tanya T.”, creato come
punto d’incontro con i lettori, in cui sono al lavoro per dedicare una sezione di approfondimento per
“Oscurità di Cenere” e, a breve, farò anche delle video recensioni sull’ononimo canale Youtube.

2) Perché ti sei appassionata alla scrittura e cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?

La passione per la scrittura è un elemento che ha origini nell’infanzia ma credo si tratti in parte anche didiscendenza. Vivo questa passione come un tratto della mia personalità, è un elemento che mi componema allo stesso tempo è anche una compagna (di vita, di giochi, o forse di entrambe le cose). Ed è stata lei a darmi lo spunto per sfidare me stessa, vedere cosa poteva scrivere di diverso e in che modo e, così, per esperimento, è nato “Oscurità di Cenere”.

3) Cosa ti auguri che i lettori colgano dal tuo libro (diccelo senza fare spoiler)

Questo romanzo cela molti messaggi e significati che a volte i lettori colgono del tutto o, a volte, solo inparte. Vorrei che nella sua lettura vengano colte l’animo e le idee di comunicazione con le quali ho scritto questa storia e mi auguro che se non tutti, almeno la maggior parte dei lettori sia abbastanza curiosa e fantasiosa da non dover trovare una spiegazione scritta per ogni passo, ma anzi, che riesca a carpire molte cose tramite le supposizioni e le idee nate leggendo… Infatti, in questo romanzo, pur avendo cercato di essere descrittiva al punto giusto, ho giocato più del solito con il mistero per cercare di creare la giusta atmosfera per i lettori, per farli immedesimare e addentrare il più possibile all’ interno della storia.

4) Quali sono i progetti futuri di Tanya Torriuolo?
Da parte ho dei vecchi appunti su una storia di genere Urban Fantasy/Paranormal Romance a cui ho
intenzione di rimetter mano per scrivere un nuovo romanzo. Posso già accennarvi che si tratterà di una storia intricata, complessa e con dei riferimenti abbastanza importanti/conosciuti e… che non sarà autoconclusivo. Ho già il titolo ma ovviamente non posso ancora dirvelo. Invito tutti i curiosi a seguirmi sulla pagina “Tanya Torriuolo Autrice” e sul blog, per restare informati e scoprire i futuri e succulenti dettagli!
Alla prossima anima lettrice.

martedì 2 ottobre 2018

Anastasya Bathory di Alessandra Uscè

Sinossi: Erzsèbeth, la contessa vampira che tutti temono, si risveglia dal sonno eterno, ritornando dal mondo dei morti. Inizia a mietere altre vittime e a mettere in atto la sua vendetta contro il cugino Thurzò, responsabile della sua condanna a morte. Ma qualcosa di più importante richiama tutta la sua attenzione: Anastasya, la figlia illegittima che aveva dovuto abbandonare alla nascita, è ancora viva e la contessa ha tutte le intenzioni di ritrovarla. Erzsèbeth è circondata da nemici: Dracula, dapprima suo amante; Thurzò, insieme al sovrano Mattìa II, e Darvulja, la potente strega che ha cresciuto sua figlia facendole da madre. Anastasya cerca Darvulja, che era stata imprigionata dalla contessa, in un vecchio monastero abbandonato. Qui però scopre tutta la verità sul suo passato e sulle sue vere origini, imbattendosi poi in Erzsèbeth e Vlad. Quest’ultimo sconvolgerà la sua esistenza. In un’antica abbazia, Anastasya ritroverà Darvulja e anche l’amore, un uomo di nome Màtyàs, che custodisce un segreto e un’oscuro passato simile al suo, che legherà le loro vite. Erzsèbeth cercherà il perdono di sua figlia e insieme a Darvulja cercheranno di proteggerla dall’antico vampiro che ha cambiato la vita di tutti. Ognuno di loro ha una verità che verrà svelata, tante vite ma un unico destino. Più di un sacrificio sarà necessario per ottenere il perdono, e forse, la salvezza dalla dannazione eterna.



Biografia :
Alessandra Uscè nasce a Palermo il 26/06/1979. La sua passione per l'arte affiora fin da piccola. La sua spiccata sensibilità la porta, col tempo, ad innamorarsi dell'arte e a coltivarne una forte passione. Unisce così il suo essere autodidatta alle conoscenze scolastiche con indirizzo artistico, imparando le tecniche di disegno e di pittura. Partecipa a vari concorsi di pittura allestendo anche varie mostre personali d'arte ricevendo numerose premiazioni. Attraverso le sue opere, Alessandra incontra se stessa ed esprime con esse il proprio essere. Per lei l'arte è la voce dell'anima. Attratta anche dalla lettura e dal genere fantasy, decide di intraprendere anche la strada della scrittura, cercando di affermarsi anche come scrittrice, decidendo di introdurre nel suo primo romanzo dei lavori disegnati da lei stessa. Autrice di altri libri, ci regalerà altre storie da poter leggere. Sposata e con due bellissime bambine si dedica ai suoi dipinti e alla scrittura dei suoi libri.
Alla prossima anima lettrice.

lunedì 1 ottobre 2018

Two brothers (Darklove): amore spietato di Ilas

Sinossi:
E qui mi detto una sola regola: “Vivi soltanto per te stesso, seguendo solo la tua volontà.” Nient’altro.”
GIUSTIZIA O VENDETTA?
L’agente Mia Watson ha un conto in sospeso con il passato: vendicare la morte di suo padre. Ma quando le indagini la spingeranno troppo in là, il confine tra giusto e sbagliato sarà così labile da diventare invisibile.
Mia dovrà scegliere se rimanere ancorata ai suoi ideali e lasciarsi guidare dai sentimenti per l’affascinante e premuroso Ian, oppure se collaborare e oltrepassare quel confine, insieme allo spietato e passionale Logan.
Due uomini diversi, lo stesso legame di sangue, una ferita profonda mai davvero rimarginata.
E se il destino stesse giocando con loro la sua mano migliore? Nella vita, le cose, non sono tutte bianche o nere e Logan e Ian potrebbero essere due facce della stessa medaglia. Tra un passato doloroso e un presente in sospeso, l’unica cosa che conta è scoprire la verità, a qualunque costo. A volte, l’amore può diventare un tunnel pericoloso senza corsie di ritorno e non resta che un’unica scelta: lottare per vivere o arrendersi e morire.
“In pochissimo tempo è diventata la mia più dolce vittoria e la più amara delle sconfitte.”
N.B. **Il romanzo contiene scene destinate ad un pubblico adulto e consapevole.**

Recensione:
Questo libro è una sana piacevole dipendenza.
L' ho iniziato dopo cena e non ho alzato gli occhi dalle pagine fino al momento in cui l' ho terminato,
vi spiego il motivo.
Gli eventi narrati potrebbero benissimo costituire la sceneggiatura di un thriller : adrenalina, azione, la bravura dell' autrice, nel fornire con il contagocce gli eventi, rendendo il lettore bramoso di continuare nella lettura e colpi di scena, ben orchestrati.
Seconda motivazione : una storia d' amore " particolare " sofferta e vissuta con un patos e un trasporto emotivo notevoli.Mia è la versione cartacea passatemi il francesismo, di una donna in carne ed ossa, con i suoi pregi e difetti.
I protagonisti maschili apparentemente agli estremi in realtà si dimostreranno simili( non posso dirvi di più o vi rovino la lettura con degli spoiler.)
Infine l' autrice ci costringe a soffermarci a riflettere sul valore ludico delle esperienze negative.Non tutto è completamente negativo.Può nascere del positivo da una brutta esperienza.Non disperate quando  vi accade anche l' evento più nefasto, in quanto nessuna notte dura per sempre.

Per  tutti i motivi sopra indicati, dato il sopraggiungere  tra pochi mesi delle feste natalizie,  quest' opera costituisce il dono perfetto  per un pubblico adulto, per accontentare tutte le  varie tipologie di lettori e farete un figurone!

Alla prossima anima lettrice.