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“A tempo. Rap sinfonietta in quattro movimenti”di Nuccio Viglietti

                                                Sinossi:
Quello che dice il titolo è dannatamente vero, ma chi ha detto che il rap è solo per giovani ribelli? Il fatto è che nasconde anche un controsenso molto speciale. Una piccola sinfonia che si sposa con il genere rap? Stiamo scherzando?! No, sembra proprio di no. Ora, però, immaginate la commistione di due generi tanto diversi, provate ad immaginare, ad esempio, elementi di dadaismo su un capolavoro di Caravaggio; probabilmente vi renderete conto che, se qualcuno lo facesse, al 99% sarebbe un idiota. C'è, tuttavia, quel piccolo 1% di probabilità che l'autore sia preda di un autentico lampo di genio. È quello che succede in queste pagine. Nuccio Viglietti ci riesce, fonde il "rap narrativo" ai movimenti sinfonici, traducendo il viaggio in una lunga riflessione che scardina i pilastri della sana letteratura per esplorare orizzonti nuovi. Diciamo... in tutti i sensi!



Recensione:
Tutti i lettori con L maiuscola hanno letto il saggio di "Una cosa divertente che non farò mai più" di David Foster Wallace.
Nuccio Viglietti si può considerare come tra Platone e Socrate, l' allievo ha superato il maestro Wallace.

" E tu adesso cosa ti aspetti cosa vuoi cosa pretendi..un finale..bello brutto così così.. bhe non te lo so dare non posso dare vorrei no riesco impossibile, posso darti una vecchia foto sbiadita."

Un viaggio in oriente, usato come metafora dantesca della nostra cultura tra gli stereotipi dei viaggiatori e quesiti profondi sull' anima e sulle angosce umane avvolte sterili e materiali.Si parte per non rimanere, si torna pensando al passato.Il presente sfugge.
Poetico, frenetico, incalzante, onirico.

Alla prossima anima lettrice.

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